Le nostre guide: Marco Piludu

Ciao Sardinia Grand Tour! Mi chiamo Marco, ma gli amici mi chiamano “Sorrisino” perché ho un’espressione sempre sorridente. Sono nato a Cagliari a luglio del 1982, l’Italia aveva appena vinto la sua terza coppa del mondo di calcio. Sono cresciuto in uno dei quartieri più antichi della città, e dopo essermi laureato in lingue straniere, ho vissuto un anno e mezzo in Australia. Ora lavoro a tempo pieno nel cicloturismo.

Marco Sardinian Cycling Guide

Primi passi da guida

E’ iniziato tutto per caso, come tutte le cose belle della mia vita. Ho visto una locandina nella mia università, ho chiamato, sostenuto un colloquio telefonico e dopo pochi giorni mi son trovato a guidare un gruppo! Tutto questo capitava circa dieci anni fa. Mi ricordo ancora l’eccitazione, le difficoltà, le preoccupazioni. Stavo scoprendo un nuovo mondo, del quale neppure sospettavo l’esistenza. Non sapevo ancora che avrei fatto parte di quel mondo per così lungo tempo.

Cosa è la bici per te?

Libertà. Essere su una bici vuol dire essere liberi. Dipendi solo da te stesso e dalla tua energia. Quanto lontano vuoi andar, per quanto tempo e quanto veloce vuoi andare dipende solo da te. Non c’è il petrolio di mezzo, e neppure un motore complicato. E’ tutto lì nelle tue mani e nelle tue gambe.
Ma la bici è anche leggerezza. Devi essere leggero quando pedali. Questo ti insegna a riconoscere le cose essenziali,sia sulla bici che nella vita.
E la bici è volare. Forse è una cosa che ho sentito in una canzone, o chissà dove, ma pedalare su una bici è la cosa più vicina al volare che esista. Perdi il contatto col terreno, ti muovi agile e veloce, e sei silenzioso. E’ tutto molto naturale. L’aria ti accarezza il viso (tranne nei giorni di Maestrale, e se sei contro vento non è piacevole!) e stai volando libero.

Un ospite che vorresti avere di nuovo

Marc! Appassionatissimo di astronomia. Di sera, dopo cena, portava tutto il gruppo negli angoli più bui dei paesi che stavamo attraversando, per farci vedere le costellazioni. Aveva sempre un puntatore laser, col quale ci indicava le stelle delle quali stava parlando. Possedeva quella splendida semplicità e calma, tipiche di chi sa cosa veramente ama nella propria vita.

Un posto che ami, in Sardegna naturalmente

Direi le spiagge di Chia e la campagna intorno. D’inverno hai la sensazione che I primi esseri umani siano a centinaia di chilometri di distanza, puoi perderti in questa bellezza assoluta e silenziosa.
I colori sono…quasi non trovi le parole per descriverli. Sono quasi violenti, il blu, il giallo, il verde sono profondi e netti. Il cielo è luminoso e senza fine, o scuro e pesante, non ci sono vie di mezzo.

La Sardegna, in tre cose

La Sardegna è i suoi paesaggi. Uno in particolare, la Sella del Diavolo. E’ la roccia che domina la spiaggia del Poetto a Cagliari, ed è uno dei panorami ai quali sono più legato. Ogni volta che vedo la sua forma, mi sento a casa.
La Sardegna è anche il caldo torrido dei pomeriggi estivi. Il sole alto e spietato, e tutto intorno è immobile a causa del caldo. Si sentono solo le cicale, uomini e animali si muovono il meno possibile. Mi piace!
Eppoi la Sardegna è pedalare nelle strade vuote della costa verde, immersi in un paesaggio aspro pieno del profumo di macchia mediterranea. La strada prosegue senza sosta, perdendosi in innumerevoli curve e aprendosi in viste mozzafiato su spiagge incontaminate.

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