Esiste la bici da viaggio perfetta?

La bicicletta da viaggio deve essere sopratutto comoda, e i telai in acciaio sono un’ottima soluzione, anche perché nei viaggi lunghi in solitaria o in posti remoti sono quelli più facili da riparare in caso di rottura. Per chi se lo può permettere titanio, leggero quasi come l’alluminio ed elastico quanto basta.

Le ruote con raggi inox e copertoni un pò più larghi di quelli da strada permettono di affrontare in comdodità anche qualche eventuale sterrato e di non sentire ogni pietrolina sui polsi. Una soluzione scelta da molti è la geometria da ciclocross.

Guarnitura tripla e rapporti agili e leggeri permettono di affrontare ogni tipo di salita. Come nella vita;)

Sella? Brooks. Da quando ho iniziato non sono più riuscito a smettere. Vabbè, è un po’ più pesante, ma prima di risparmiare 100 gr sulla sella sarebbe il caso che risparmiassi 10 kg sulla pancia:) Poi c’è da dire che “a ogni culo la sua sella”, e diversi negozi intelligenti hanno delle selle test che fanno provare ai clienti per qualche giorno, sino a quando non si individua quella più adatta alla propria anatomia. Ah, selle super imbottite, coprisella in gel e altre cose del genere lasciamole alle zie.

Il manubrio da viaggio ideale deve permettere di cambiare posizione, e la scelta fondamentale è tra manubrio dritto e piega.

Il manubrio dritto permette di godersi meglio il paesaggio e si ha un ottimo controllo, anche perché è tendenzialmente più facile azionare i freni, ma la posizione delle mani è sempre unica. La piega da strada con i drop offre più posizioni, ma con la piega classica da strada e tenendo le mani sui drop non si vede il paesaggio. La soluzione più diffusa è la piega con da ciclocross con drop compatti, alcune case stanno creando pieghe pensate specificamente per il viaggio con apertura dei drop più larga. Poi c’è il manubrio che usano tedeschi e olandesi, quasi a forma di 8, sicuramente comodo, forse un po’ “pesante”.

I pedali che consiglio quando si viaggia sono quelli da mtb, sia gli spd che i crank brothers, perché è più facile camminare con le scarpe da mtb…dai che è brutto entrare in un ristorante con l’incedere di una papera:)

Portapacchi e bagaglio (per viaggi in autonomia).

Il portapacchi non deve rompersi, e i modelli in alluminio hanno spesso questo problema. Il massimo anche qui è il titanio, ma una serie di portapacchi in titanio costa come una bici. E allora bisogna stare attenti al montaggio, magari inserendo giunti di gomma che assorbano le vibrazioni nei punti di contatto tra portapacchi e telaio.

E le borse? Ho amici che riescono a viaggiare in bici da strada senza borse (periodo estivo,quando non hai bisogno di vestiti pesanti).

Dall’altro lato ci son quelli che si portano tutto, compresa tenda e fornelli, e ho visto bagagli anche da 40 kg. Personalmente riesco a far stare tutto in circa 10 kg in una Ortlieb (borsa laterale), ovviamente se non campeggio.

Chi viaggia leggero, o in mtb, sceglie spesso una distribuzione del carico più aerodinamica, ed effettivamente quando si superano i 20 km/h la resistenza del carico laterale si fa sentire, esaustivo l’articolo dal sito bikepacking.it:

https://www.bikepacking.it/attrezzatura_bikepacking.php

Ah, diametro ruote da 26 (da Mtb “prima generazione”) o da 28 (strada)?

Qui si apre un mondo, per farla brevissima per viaggi con distanze superiori ai 120 km al giorno è meglio il diametro grande, se si viaggia in zone remote meglio il 26 perché i copertoni sono più robusti ed è più facile trovare ricambi.

https://cyclingabout.com/index.php/2011/12/700c-vs-26-inch-wheel-size-for-touring/

Tra le bici che preferisco, con diametro 28, dedicate al viaggio:

La “Randa” di Orco (e prima o poi me la compro) https://orcocicli.com/Biciclette/Pagine/Randa.html#7

La Vaya di Salsa (con il telaio smontabile, te la porti in giro facilmente e non paghi il trasporto aereo) https://salsacycles.com/bikes/2014_vaya_travel

Ma la cosa più importante è che la bici deve essere in condizioni decenti.

Che non vuol dire che ci vuole il modello dell’ultimo anno o il top di gamma, ma semplicemente che i freni devono frenare, le ruote devono girare e il cambio deve cambiare. Bene.

Per chi deve comprarsi una bici, e non ha un budget elevato, meglio una buona bici di seconda mano che un “cancello” nuovo. Si spende uguale e non si immette nel mondo un altro rifiuto. Che tristi le bici con i freni che non “ritornano”, le catene arrugginite, fatte con componentistica di materiali scadenti…lasciamole ai centri commerciali.

Voglio condividere il pensiero, per me splendido, degli amici di Orco Cicli “Le cose fatte bene non sono fatte per i ricchi. Durano a lungo e quando invecchiano si riparano. L’artigianato non è minacciato dall’impoverimento, ma dalla volgarità che criminalizza la sua cultura. Acquistare qualcosa è una necessità individuale, a volte un sacrificio, non la casualità indotta da una nevrosi imitativa. Siamo reduci stremati dalle rottamazioni e dall’usa e getta…”

Buona bici a tutti!