Il lavoro semplice delle guide cicloturistiche

[:it]Nell’immaginario collettivo si pensa che una guida cicloturistica (accompagnatore di viaggi in bici), sia un nerd a cui piaccia andare in bici.

Diciamo che chi svolge questa attività possiede mediamente qualche altra capacità, vediamone alcune.

Il lavoro della guida cicloturistica

1- Motivatore
Stai accompagnando un gruppo di italiani in Bretagna, dove è noto che non piove mai, e ti capita una giornata meteorologicamente non contemperata nel catalogo.
Se sei un bravo motivatore riesci a far apprezzare l’esperienza di una giornata sotto la pioggia, e anche la fortuna incredibile che ci è capitata nel poter vivere qualcosa di così raro in Bretagna.

2 – Psicologo
Primo giorno di tour e prima salita: scatta la competizione, e l’ospite con qualche problema di peso si pianta. Comincia a lamentarsi perché non funziona il cambio, perché ha il sudore nelle lenti, perché da piccolo non gli avevano comprato la bici. Non lasciarti sfuggire la situazione di mano, rassicura l’ospite ferito nell’orgoglio, e ricorda agli altri di godersi il paesaggio. Ovviamente chiedi al collega in van di organizzare regroup ogni 20km, perchè quelli davanti sono drogati e anche tu hai bisogno di tirare il fiato.

3 – Infermiere
Il corso di primo soccorso, almeno di secondo livello, è fondamentale.
Non sei un dottore, ma devi saper fermare un’emorragia, conoscere le basi del massaggio cardiaco, saper curare una bella sbucciatura senza avere terrore del sangue. Oltre ovviamente alla gestione del gruppo in emergenza, perché anche se nel catalogo non c’è scritto, in bici a volte si cade.

4 – Meccanico
Vabbè, riparare una ruota è facile, ma prova a rimettere il copertone Schwalbe con la sola forza delle dita. Dovresti anche saper smagliare e rimontare una catena in un tempo più vicino ai 15 minuti che ai tre giorni, e sapere che la chiave a frusta non è quella cosa che si usa per fare la maionese.

5 – Creativo, e fortunato.
In un tour capitano gli imprevisti. E per fortuna, perché se i viaggi fossero sempre uguali la noia ti devasterebbe. Una guida non dovrebbe spaventarsi, o per lo meno non mostrarlo, ma pensare al piano B,C,D. Stai accompagnando un tour barca più bici, quindi sei senza assistenza del van, e si rompe un cerchio. Facile, vai nel paese più vicino e cerchi un negozio di bici. Ma sei in Costa Smeralda, è Marzo e non c’è nessuno. Nessuno. Ti metti (con la cliente più carina) a fermare le sporadiche macchine di passaggio per chiedere aiuto. Sino a quando non si ferma un camion di muratori che ti regalano la bici che ovviamente avevano nel cassone. Semplice.

6 – Conoscitore di cibo e vino
Certo, non devi essere un sommelier, basta saper riconoscere un cabernet da un merlot, sapere cosa vuol dire piede franco, avere un’idea della classificazione dei vini nel mondo, sapere che il Gewurztraminer non è una parolaccia in dialetto svizzero.
Magari non sai cucinare, ma un picnic in mezzo alla campagna lo devi saper tirare fuori, e ovviamente presentare compiutamente tutti quei 35 tipi di formaggio francese che hai avuto la brillante idea di comprare per farli assaggiare agli ospiti.

7 – Parlare un’altra lingua, meglio qualcuna altra, e avere idea di dove sei.
Un tour dura mediamente una settimana, e passerai con i tuoi ospiti tanto, tantissimo tempo assieme. Devi parlare la loro lingua.
Ma ti basta un livello sufficiente a discutere di mutui subprime, dell’ultima mostra di Hirsch e dell’andamento del mercato dell’arte moderna in Cina, e ovviamente della politica estera dell’ Unione Europea.
Se stai accompagnando in un paese che non è il tuo, dovresti conoscere un po’ la lingua locale e soprattutto gli usi, per capire ad esempio che in un bar in Corsica non puoi comportarti come nel bar del tuo paese.

8 – Avere fegato
Il fegato ti serve quando ti trovi a fine giornata sulle Alpi francesi, con il rifugio a dieci km di discesa, una nebbia che diventa sempre più fitta che non riesci a vedere manco il gps, e il gruppo che vuole fermarsi a fare le foto.
E’ richiesto ancora più fegato quando stai accompagnando un gruppo di giovani biker inglesi, la sera non puoi mica tirarti indietro alla sesta birra, e la mattina loro sono freschi come rose. Miracoli della genetica.

9 – Amore per l’ospite
I tuoi ospiti hanno risparmiato soldi e hanno investito il loro tempo per fare quella settimana di vacanza, con te.
Hai la responsabilità di creare emozione e divertimento, e se non ti diverti tu non potrai mai far divertire gli altri.
Ma in una vacanza in bici è molto difficile, o quasi impossibile, che capitino degli idioti, perché è un tipo di vacanza che seleziona naturalmente belle persone, e il lavoro per la guida è tutto in discesa.
Si inizia con un gruppo di ospiti, alla fine si è amici per la vita.

10 – E la bici?
Ah, giusto: devi essere un nerd a cui piace, anche, la bici.